La Terra Cotta è un lavoro che oscilla tra il calembour e la denuncia. A cavaliere tra un giuoco linguistico-concettuale ed una provocazione sociale; a partire dalla terracotta come materia e strumento, fino alla Terra Cotta come scottante condizione.
Una fragile sfera di argilla, sfregiata, con un rasoio, di quelli da rapina, a mano libera, per delineare i continenti, con tagli passanti, come ferite profonde che pare quasi abbiano ingoiato ogni traccia d'acqua.
Ma a guardarla bene, è una palla; è "cotta" e basta.
Come un folle presagio ilaro-tragico. Quasi un avvertimento. Una vera "seccatura".

Terra Cotta is a work that oscillates between a conceptual-language-game and a social provocation. From the earthenware as an instrument and a raw material,to the Terra Cotta as a burning condition.
A fragile sphere of clay, slashed with a free-hand razor, to outline the continents, with cuts as deep wounds that seems to have swallowed every trace of water.
But to look good, it is a ball, it’s "cooked" and that's it.
Like a mad merry-tragic foreshadowing. Almost a warning. A true “dryness” (seccatura/nuisance).

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